FAME NERVOSA?

Quando le emozioni diventano cibo, sovrappeso e obesità possono essere efficacemente trattati con un intervento cognitivo comportamentale, che ti permetterà di ritrovare una nuova armonia mente-corpo e la naturale capacità di autoregolare il comportamento alimentare.
Si definisce Emotional Eating la perdita di controllo sul comportamento alimentare, per cui non è più il corpo, con le sensazioni di fame e sazietà, a determinare quando, cosa e quanto mangiare, ma le emozioni del momento: e così c’è chi si abbuffa per noia, chi nei momenti tristi, chi per evitare di pensare a questioni delicate della propria vita, chi per rabbia, chi nei momenti di stress o di solitudine. All’eccesso nell’assunzione di cibo si associa, negli episodi di Emotional Eating, la preferenza per cibi ad alto contenuto calorico. Se episodi di emotional eating sembrano essere molto comuni anche nella popolazione non clinica, in particolare nelle donne, si delinea invece un disturbo alimentare (disturbo da binge eating o da alimentazione incontrollata) in presenza di abbuffate ricorrenti, e sensazione di perdita di controllo durante le abbuffate che si manifesta con più frequenza nelle persone in sovrappeso o obese. Il BED colpisce circa l’1-3% della popolazione generale, divenendo il più comune disturbo alimentare. I regimi dimagranti spesso snaturano il rapporto dell’individuo con il cibo portandolo a condurre una lotta interminabile contro il proprio peso: esercitando l’ipercontrollo su un comportamento naturale, il soggetto disapprende la capacità di riconoscere le sensazioni fisiche di fame e sazietà.

Dott.ssa Maria Letizia Cascione
Psicologa clinica e della salute
Psicoterapeuta cognitivo comportamentale

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